Abolizione Bollo auto 2019: tutte le novità

Abolizione Bollo auto

Qual è la proposta di abolizione del bollo auto

Tra le proposte del Movimento 5 Stelle c’è quello di abolire il bollo auto. L’idea era usare le risorse ottenute grazie alla riduzione dei tassi sul debito per abolire la tassa automobilistica, tuttavia sono nati presto alcuni problemi riguardanti le coperture.

Infatti per questa manovra è necessario destinare risorse corrispondenti ogni anno, pari a circa 6,5 miliardi di euro. Proprio per questo motivo ha preso più campo l’ipotesi di ridurre oppure dimezzare l’importo del bollo perché maggiormente sostenibile. La manovra potrebbe interessare determinate categorie di veicoli o utenti oppure la totalità dei mezzi. In quest’ultimo caso avrebbe un costo pari a 2-3 miliardi di euro.

La misura decisa dal Governo Lega-Movimento 5 Stelle è stata quella di dimezzare il bollo auto ai veicoli con un’anzianità di immatricolazione tra i 20 e i 29 anni che hanno ricevuto il certificato di valore storico e collezionistico. Si ricorda che possono aderire a questa agevolazione fiscale soltanto i proprietari dei mezzi che hanno iscritto la propria auto o moto presso uno dei cinque registri autorizzati (operazione a pagamento) e che hanno fatto riportare la certificazione all’interno del libretto di circolazione.

Le altre priorità del Governo

Il problema che impedisce di esaminare più approfonditamente la questione dell’abolizione del bollo auto è il fatto che il Governo ha altre priorità, tra cui le misure per evitare l’aumento dell’IVA, ridurre le tasse sul lavoro e la flat tax. In secondo luogo il Ministro dell’Economia Tria ha sostenuto che le risorse accantonate dovranno essere usare per diminuire il deficit.

Proprio per questi motivi l’annuncio del vicepremier Di Maio di avere in progetto una proposta di legge per abolire la tassa automobilistica non ha suscitato né molto interesse né grandi discussioni nella maggioranza. Molti commentatori hanno visto in questo approccio un indizio del fatto che questa proposta resterà lettera morta e che non verrà successivamente considerata da parte dell’esecutivo.

In definitiva, mentre i politici stanno considerando se esaminare i pro e i contro di questa soluzione, la maggior parte dei contribuenti ha reagito con interesse a questa notizia. Tuttavia, nonostante le ultime dichiarazioni del vicepremier e Ministro del Lavoro, è logico pensare che, anche se questa manovra sarà approvata, non potrà essere immediata.

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Perché si cercherà di applicare una misura graduale e progressiva

Le affermazioni di Luigi Di Maio a Unomattina si configurano come un annuncio politico nel quale il leader del Movimento 5 Stelle ha comunicato la sua intenzione di fare in modo che il bollo auto venga abolito oppure venga sottoposto a una consistente riduzione entro la fine dell’anno.

Tuttavia, molto spesso le manovre economiche di questo genere vengono adottate in maniera graduale e progressiva, non immediata, per riuscire a capire meglio se sono effettivamente sostenibile, sia dal punto di vista sociale che da quello economico.

L’abolizione del bollo auto, se si farà, non sarà immediata per tutta una serie di ragioni. Innanzitutto la riduzione del cuneo fiscale, anche se viene vista di buon occhio dai contribuenti (non soltanto da quelli appartenenti alle fasce più povere e disagiate), comporta effetti collaterali negativi sull’ammontare del gettito economico necessario per far fronte ai bisogni dei cittadini. Di conseguenza è necessario che i tagli delle entrate vengano coperti oppure sostituiti con un’altra fonte altrettanto consistente.

Un altro aspetto da considerare è il fatto che il bollo auto è un’imposta che viene incassata dalle Regioni e non dalle casse erariali statali. Proprio per questo motivo una recente sentenza della Corte Costituzionale (sentenza 122/2019 dello scorso 20 maggio) ha sottolineato come questi enti regionali abbiano il diritto e la facoltà di decidere in maniera autonoma se ridurre oppure cancellare la tassa automobilistica e in quali percentuali.

Questo fattore è stato visto come la prova che è possibile abolire il bollo auto, tuttavia i mancati introiti (corrispondenti a quasi 7 miliardi di euro all’anno) devono essere coperti introducendo altre tassazioni locali che diano origine a un gettito fiscale uguale. In alternativa, dovrà essere lo stesso Stato a fornire alle Regioni le coperture finanziare adeguate per tagliare questa fonte di entrata, destinando agli enti locali parte delle sue risorse. Di conseguenza si dovrà effettuare un riaggiustamento nel bilancio statale.

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Quale potrebbe essere la strada da intraprendere

Per il momento l’unica riduzione del bollo auto ha interessato, come già accennato, i veicoli immatricolati tra il 1999 e il 1990. Bisogna tenere a mente che questa decisione ha portato a un rovesciamento del principio finora adottato. Infatti nel 2015 era stata introdotta la norma che aboliva l’esenzione dal pagamento del bollo auto per i mezzi che avessero tra i 29 e i 20 anni. Ciò è stato possibile innalzando l’età minima per l’anzianità di immatricolazione da 20 a 30 anni.

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La manovra recentemente entrata in vigore può assumere quindi due aspetti. Da un lato può essere vista semplicemente come un parziale ripristino delle precedenti modalità di esenzione; dall’altro può rappresentare il primo passo che potrebbe portare a una graduale e lenta abolizione del bollo auto.

Non si deve dimenticare che il Ministro del Lavoro Luigi Di Maio ha accennato a entrambe le ipotesi nello stesso discorso. Di conseguenza, se il Movimento 5 Stelle decidesse di intraprendere questa strada, dovrebbe presentare in Parlamento la relativa proposta di legge e trovare le risorse economiche necessarie per finanziarla e fungere da copertura. Una volta approvata la norma, sarà richiesta l’approvazione degli organi di rappresentanza, controllo e vigilanza.

La soluzione migliore consisterebbe in una deduzione graduale dell’imposta, così da rendere più sostenibile la manovra per il Fisco. Inoltre si sottolinea come le Regioni svolgeranno un ruolo di primo piano durante questo percorso perché sono direttamente interessate dagli effetti dell’abolizione.

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