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Barriere architettoniche, anche i bancomat devono essere accessibili

By Redazione / Published on sabato, 01 Ott 2016 09:25 AM / No Comments / 268 views

bancomat-accessibili-ai-disabiliArriva direttamente da una sentenza della cassazione, l’imposizione a rendere i bancomat accessibili a tutti dunque anche ai disabili, le barriere architettoniche non devono discriminare chi è impossibilitato ad accedervi.

“L’agenzia dell’istituto di credito deve adeguare lo sportello in modo che possa beneficiare del servizio anche chi è costretto sulla sedia a rotelle. È quanto emerge dalla sentenza 18762/16, pubblicata il 23 settembre dalla terza sezione civile della Cassazione. L’accesso e la fruibilità del servizio bancomat, in edifici pubblici o privati, deve essere “assicurato” in favore delle persone con disabilità mediante la rimozione di tutti gli ostacoli architettonici e questo deve avvenire anche in mancanza di “norme regolamentari di dettaglio che dettino le caratteristiche tecniche che luoghi, spazi, parti, attrezzature o componenti di un edificio o parti di questo debbano avere per consentire l’accesso”. Diversamente, la persona diversamente abile può rivolgersi al giudice chiedendo la tutela antidiscriminatoria, che ben può essere azionata nei confronti dei privati oltre che delle amministrazioni pubbliche.

Accolto il ricorso proposto dal correntista della banca proposto ai sensi dell’articolo 3 della legge 67/2006 contro la discriminazione delle persone diversamente abili. Non conta che il regolamento di cui al dm 236/89 non contenga norme di dettaglio per predisporre lo sportello all’utilizzo da parte di chi ha «ridotta o impedita capacità motoria»: la barriera architettonica va eliminata in quanto costituisce un ostacolo al comodo e autonomo utilizzo del servizio Atm e pone il cliente della banca in posizione di svantaggio rispetto agli altri. Sta al giudice del merito individuare i criteri tecnici da seguire, magari avvalendosi di altri regolamenti sopravvenuti, se risultano utili; è rimessa alla sua alla sua discrezionalità l’adozione di ogni altro provvedimento necessario a far cessare gli effetti della discriminazione. E spetta al giudice del rinvio stabilire anche se il correntista ha diritto a essere risarcito dalla banca per non aver potuto finora ritirare i soldi allo sportello: bisogna verificare se sussistono gli estremi della responsabilità extracontrattuale ex articolo 2043 Cc.

L’istituto di credito rischia la pubblicazione della sentenza di condanna su di un quotidiano locale. La parola torna alla Corte d’appello in diversa composizione.

fonte@Sportello dei Diritti

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