Bolo auto storiche dimezzato: Come funziona dal 2019 ?

L’abolizione del bollo auto e il suo dimezzamento

Bolo auto storiche dimezzato

Il Movimento 5 Stelle aveva proposto l’abolizione completa del bollo auto utilizzando come risorse per la copertura di questa manovra gli importi accantonati per lo spread grazie alla riduzione dei tassi di interesse sul debito.

Tuttavia è stato necessario modificare questa ipotesi perché l’abolizione porterebbe a un costo per le casse erariali pari a 6,5 miliardi di euro all’anno. Inoltre è necessario tenere a mente che queste cifre vengono incassate direttamente dalle Regioni, quindi sarebbero questi enti locali a dover far fronte alla riduzione delle risorse a disposizione.

Anche per questo motivo una recente sentenza della Corte Costituzionale (sentenza 122/2019 del 20 maggio) ha indicato proprio nelle Regioni come le amministrazioni in grado di introdurre liberamente nel proprio ordinamento locale esenzioni fiscali, parziali oppure totali, sulla riscossione del bollo auto.

Per il momento il Governo Lega-Movimento 5 Stelle ha applicato un dimezzamento degli importi da versare nel caso delle cosiddette auto semistoriche. Mentre i veicoli con oltre 30 anni di vita, da collezione oppure storiche erano già considerate esenti, questa decisione porta a uno sconto del 50% per le automobili ancora circolati e che hanno dai 20 ai 29 anni.

Come prevede il provvedimento

L’agevolazione fiscale che consente di dimezzare il bollo auto ha una validità applicabile soltanto in alcuni casi. Proprio per questo motivo sono state necessarie precisazioni da parte del Ministero competente per fare chiarezza su quali siano i reali beneficiari di questa procedura. Infatti bisogna sottolineare che non tutti veicoli che hanno compiuto almeno 20 anni dall’immatricolazione possono usufruire d questa riduzione. Per dimezzare il bollo auto da pagare, infatti, è necessario che all’auto sia stato rilasciato un certificato che ne attesti la rilevanza collezionistica oppure collezionistica. Questo documento viene rilasciato da cinque registri, cioè:

– Italiano Fiat;
– Storico FMI;
– ASI;
– Italiano Alfa Romeo;
– Storico Lancia.

Si ricorda che, una volta che il registro competente emette la certificazione che attesta il fatto che il mezzo sia un veicolo storico oppure da collezione e lo iscrive all’interno del proprio database, il proprietario dell’autoveicolo deve far riportare questa dicitura sulla carta di circolazione. Si tratta di un’operazione che prevede il pagamento della relativa tassa di segreteria, che varia a seconda del registro a cui ci si rivolge. Questa fase è fondamentale per poter accedere alla riduzione del 50% del bollo auto. In secondo luogo il suo dimezzamento viene adottato nel caso delle auto storiche adibite a uso professionale. Questa modalità è stata introdotta con la Risoluzione 1/DF del 14 giugno scorso del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

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Quali sono gli effetti della decisione

Rispetto al 2018 saranno 3.855.585 veicoli (tra moto e automobili) a pagare un’imposta di circolazione dimezzata. Questa misura interesserà le auto storiche adibite ad uso professionale e le automobili da collezione che sono state immatricolate tra il 1990 e il 1999 a partire dal 2019.

Ovviamente in entrambi i casi la fruizione di questo beneficio è subordinata al rilascio del certificato di Rilevanza storica e Collezionistica. Questo provvedimento, inserito all’interno del Decreto Semplificazione, potrebbe avere effetti collaterali che sono in contrasto con gli obiettivi alla base dell’ecotassa, un’altra misura dello stesso Governo Lega-Movimento 5 Stelle.

Infatti questa riduzione è stata pensata come un contributo per aiutare le fasce meno agiate della popolazione, tuttavia esiste una contraddizione tra la decisione di porre come termine limite per accedere allo sconto fiscale 20 anni e la definizione di auto d’epoca. Da un lato queste vetture non possiedono le caratteristiche per essere comprese in questa categoria; dall’altro si disincentivano i proprietari di auto vecchie e inquinanti ad acquistarne una con un impatto minore sull’ambiente.

Non bisogna dimenticare che per favorire la diffusione di veicoli con un ridotto impatto inquinante il Governo ha introdotto bonus fiscali rivolti ai contribuenti che acquistano mezzi ibridi. Avere due riduzioni differenti, rivolte a due contrapposte categorie di mezzi, può avere effetti negativi su entrambi gli obiettivi, impedendo che tutti e due registrino i risultati sperati.

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Cosa tenere a mente

La Risoluzione 1/DF del 14 giugno introduce una notevole agevolazione in contrasto con la norma precedente risalente al 2015. Quest’ultima aveva innalzato la soglia per l’esenzione completa dal bollo da 20 a 30 anni. Il ripristino di questo beneficio, tuttavia, riguarda soltanto parte dei veicoli immatricolati in questo periodo. In secondo luogo la è bene tenere in considerazione altri due aspetti molto importanti:

– la risoluzione del Ministero dell’Economia e delle Finanze modifica al tempo stesso anche il comma 2 dell’articolo 63 della legge 342/2000. Infatti, mentre i proprietari dei veicoli da collezione continuano a essere salvaguardati, si estende questa agevolazione fiscale a un’altra categoria di utenti, cioè quelli che usano le auto con un’anzianità immatricolare ultraventennale per usi professionali;

– è stato rilevato da parte dei funzionari del Ministero dell’Economia e delle Finanze che è impossibile per i proprietari dei veicoli che possono accedere a questo beneficio fiscale riuscire a ottenere entro la data di entrata in vigore del procedimento l’annotazione sulla carta di circolazione del certificato di rilevanza storica (CRS). Lo stesso vale per data termine relativo alla prima scadenza del pagamento dell’imposta di circolazione il 31 gennaio 2019.

Proprio per questo motivo è stato fissato un termine di 60 giorni per poter adempire correttamente a questo requisito. Questo periodo ulteriore messo a disposizione dal Ministero dell’Economia e delle Finanze per riportare sul proprio libretto la certificazione er il riconoscimento della storicità del veicolo scadeva il 31 marzo 2019. I proprietari che non sono riusciti a effettuare l’iscrizione del mezzo presso il registro competente dovranno pagare alle casse erariali il bollo auto per la sua interezza. Di conseguenza questi soggetti dovranno aspettare il prossimo anno per completare la procedura e per poter accedere e ricevere lo sconto fiscale previsto del 50%.

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