Investire con la folla: cosa è e come funziona il crowdInvesting

Il crowdinvesting è un canale di investimento che nasce con il diffondersi del digitale. Parte integrante del c.d. “FinTech” (financial technology), rappresenta a pieno titolo un’alternativa alle banche.
Le diverse forme di investimento, raggruppabili con il termine crowdinvesting, presentano almeno tre punti in comune:

  • la digitalizzazione: le operazioni si svolgono interamente on-line
  • la parte crowd: le somme raccolte provengono da più soggetti, imprese o privati
  • il valore dell’investimento: gli investimenti partono da un importo minimo relativamente contenuto.

Analizziamo quindi brevemente le tre diverse declinazioni di questo rivoluzionario metodo di investimento.

Equity crowdfunding

L’equity crowdfunding è stato introdotto in Italia nel 2012, traducibile con “finanziamento partecipato” consente per la prima volta a privati e imprese di investire direttamente in società dall’elevato potenziale, totalmente on-line.
Si può ritenere ancora uno strumento piuttosto giovane poiché soltanto negli ultimi due anni hanno iniziato a registrarsi volumi di transazioni importanti.

La crescita anno su anno è a doppia cifra con un valore complessivo di raccolta dal suo avvio di 40 milioni. Nel settore inizia ad essere paragonato al ben più noto venture capital, il quale ha però barriere d’ingresso più elevate.

Lo slancio arriva anche dagli aggiornamenti della normativa che proprio da quest’anno consente l’accesso a questo mezzo di finanziamento a tutte le piccole e medie imprese italiane. Una mossa che apre la strada ad un mercato potenziale decine di volte superiore a quello delle startup innovative e delle PMI innovative, al quale prima era limitato.

Con questa innovazione arrivano in Italia le prime piattaforme di investimento immobiliare, ma iniziano a contarsi anche diverse campagne di successo su PMI consolidate che affrontano frangenti di crescita come internazionalizzazioni, nuove linee di prodotto o il lancio di un e-commerce.

Il rendimento ottenibile da questa tipologia di investimento può venire sotto due forme: dividendi o capital gain. Quest’ultimo può derivare da un exit dell’impresa o, novità di quest’anno, dalla cessione delle quote, possibile anche grazie all’intestazione conto terzi, opzione che alcuni tra i migliori portali in Italia, come il bergamasco wearestarting.it, iniziano ad offrire. Gli investitori potranno scambiare le quote a costo zero, mentre con la procedura ordinaria il costo è di diverse centinaia di euro, limite che rende poco interessanti i piccolissimi investimenti. Questa però resta momentaneamente un’opzione disponibile solo per alcune campagne (le SpA sono escluse).

Lending crowdfunding

Il lending crowdfunding, al pari degli altri modelli, trasferisce sul web un’attività finanziaria che in questo caso è la concessione di prestiti. Definito anche lending peer to peer, viene considerato una forma di prestito orizzontale o tra pari, può coinvolgere imprese e privati e in alcune zone povere del mondo ha assunto la forma del micro-credito.

A differenza del tradizionale canale bancario, questo modello digitale offre una serie di vantaggi non indifferenti lato creditore e lato debitore:

  • rapidità di valutazione della richiesta
  • rapidità nell’ottenimento dei fondi
  • possibilità di ottenere tassi d’interesse superiori alle forme di investimento tradizionali, anche investendo somme relativamente contenute

All’interno del comparto lending crowdfunding troviamo anche la versione digitalizzata dello “sconto fatture”. Detto anche invoice trading, è quell’operazione che consente la cessione di una fattura commerciale ottenendone l’importo in anticipo, al netto della remunerazione di chi l’ha acquistata. Con il crowdfunding questo processo, tradizionalmente bancario, diviene interamente eseguibile in rete anche in fasce temporali molto brevi.

Real estate crowdfunding

Questa tipologia di investimento arriva in Italia nel 2018, consentito dal già citato aggiornamento della normativa del 2017. Suddivisibile a sua volta in due tipologie, equity e lending, consente di investire in progetti prettamente immobiliari. Si tratta quindi di progetti tendenzialmente più grandi rispetto agli altri due modelli.

I rendimenti che ci si può aspettare dipendono dalla tipologia di investimento adottata dalla piattaforma.  In una piattaforma di tipo lending solitamente il rendimento è dato dal tasso d’interesse che si pattuisce di ricevere dal soggetto che raccoglie i fondi. Quando invece si investe in una piattaforma di tipo equity, l’investimento è fatto direttamente nell’impresa che si impegna a costruire l’immobile. Si acquista pertanto una quota della società e il rendimento sarà dato dalla differenza tra prezzo di vendita dell’immobile e capitale investito.
Un mercato giovane ma già molto vivace grazie all’arrivo di piattaforme estere già affermate e dalla nascita di alcuni portali italiani molto attivi.

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