Finanziamenti a Fondo Perduto e Imprenditoria Giovanile

Finanziamenti a Fondo Perduto

Come è ormai noto, il lavoro in Italia scarseggia. Un dato di fatto che coinvolge soprattutto due categorie storicamente svantaggiate, come i giovani e le donne. Per cercare di ovviare a questa situazione, le istituzioni hanno ormai da tempo deciso di riservare risorse pubbliche ad iniziative tese ad incentivare la voglia di imprenditorialità in un Paese che pure da sempre si segnala sotto questo punto di vista. Andiamo dunque a vedere più nel dettaglio di cosa si tratti.

Cosa sono i finanziamenti a fondo perduto

Per finanziamenti a fondo perduto si intendono quei prestiti erogati da pubbliche amministrazioni, oppure fondi istituzionali, a soggetti individuati sulla base di un bando. Coloro che vengono premiati dalla elargizione di questi fondi, a differenza di quanto avviene nei prestiti normali, non sono però obbligati a restituire le somme ricevute. In pratica non esiste alcun piano di rientro e proprio per questo si parla di fondo perduto.

Tra i soggetti che sono attivi in questo settore vanno ricordati in particolare l’Unione Europea e lo Stato italiano. L’intento che anima queste iniziative è proprio quello di favorire iniziative imprenditoriali in grado di aprire la strada a soggetti che, per un motivo o per l’altro, si trovano spesso la strada sbarrata per entrare nel mondo della produzione.

Ad esempio una delle direttrici lungo cui si muovono queste iniziative è quella relativa alle cosiddette aree svantaggiate, ovvero le zone che storicamente non possono vantare uno sviluppo economico pari a quello di altre aree geografiche. Il caso classico è quello del nostro Mezzogiorno, che in effetti è destinatario di fondi perduti tesi a favorirne lo sviluppo.

Altro soggetto verso il quale molti enti hanno deciso negli ultimi anni di concedere finanziamenti di questo genere sono le imprese di carattere innovativo, le cosiddette startup. Una scelta derivante proprio dalla constatazione che questo tipo di imprese, per il tasso di innovazione che riescono a evidenziare, hanno ormai una importanza strategica.

Come funzionano i finanziamenti a fondo perduto

Come funzionano i finanziamenti a fondo perduto? Il punto di partenza è proprio il bando, ovvero il documento in cui viene spiegato in maniera dettagliata quali siano le agevolazioni messe a disposizione, i requisiti per l’accesso e le modalità con cui la domanda deve essere redatta e presentata.

Questi bandi possono avere un termine oppure rimanere attivi di anno in anno, con un budget che viene ad essere rinnovato periodicamente. Trattandosi di iniziative mirate, ovvero aventi un determinato scopo, solitamente viene richiesto un rendiconto delle cifre effettivamente spese dal beneficiario.

Inoltre si possono mettere in campo verifiche tese a monitorare quanto sia stato effettivamente realizzato con le cifre concesse. La mancata osservazione delle prescrizioni emanate dal soggetto erogatore può anche portare all’annullamento del contributo.

L’importanza del Business Plan

Se il bando è uno dei punti fondamentali quando viene dispiegata una azione di finanziamento a fondo perduto, dalla parte dei potenziali beneficiari occorre invece segnalare l’importanza del Business Plan.
Con questa terminologia si indica in pratica il documento delegato all’illustrazione delle strategie future dell’impresa, sia da un punto di vista qualitativo che quantitativo.

Strategie che naturalmente dovranno essere perseguite adottando una serie di passi. In sintesi il documento deve cercare di spiegare in maniera chiara ed esaustiva il modello di business che si intende promuovere, ovvero come l’impresa intenda creare, fornire ed acquistare valore. In questo quadro diventa necessario indicare gli strumenti per poterlo fare, le risorse che servono per poter procedere in maniera efficace e il tempo necessario per portare a regime il tutto.

Tra i dati che devono essere elencati nel Business Plan occorre senz’altro ricordare il modello societario adottato e i prodotti cui si intende dedicare l’attività. Occorre poi indicare con precisione lo stato del mercato nel settore di propria pertinenza, le strategie di marketing che si intende perseguire, il piano che deve condurre alla realizzazione della struttura e i capitali necessari.

Impresa a tasso zero

Se sino a qualche anno fa i finanziamenti a fondo perduto rappresentavano una opportunità notevole per i beneficiari, nel corso degli ultimi anni questo tipo di iniziativa si è andata diradando sempre di più. Tanto che attualmente è operativo soltanto l’incentivo denominato Impresa a tasso zero, cui provvede Invitalia, l’agenzia italiana preposta ad iniziative di questo genere.

In pratica vengono finanziati i progetti d’impresa con fondi perduti che possono arrivare sino ad un massimale di 1.5 milioni di euro per attività, mentre la copertura complessiva delle spese può attestarsi al 75% dei costi ammissibili.

Per quanto concerne i possibili destinatari, nel novero possono rientrare solo le imprese che non abbiano una anzianità superiore ai dodici mesi, oltre che le aziende che si apprestino a fare il loro esordio sulla scena produttiva, aventi però l’obbligo di costituirsi entro 45 giorni dal ricevimento della domanda.

I settori che possono approfittare di questo finanziamento sono quello industriale, il turismo, l’artigianato, le imprese che si dedicano alla fornitura e al commercio di beni e servizi, oltre che alla trasformazione di prodotti agricoli.

Non sono previste graduatorie e la concessione avviene sulla base dell’arrivo dei progetti ammissibili al bando. Le società che decidano di inoltrare domanda devono poi vantare l’iscrizione non solo al Registro delle Imprese, ma anche al Repertorio Economico Amministrativo.

Per quanto riguarda gli intestatari devono essere donne di qualsiasi età o giovani sotto i 36 anni, senza alcuna distinzione di provenienza geografica. Nel caso si tratti di una compagine societaria, la maggioranza, di quote e numerica, dovrà essere composta da giovani che abbiano una età compresa tra i 18 e i 35 anni, o donne.

Come già ricordato in precedenza, Invitalia andrà a finanziare il 75% delle spese previste, ma per il rimanente i proponenti potranno godere dell’accesso a prestiti bancari.
Quanto detto sinora vale naturalmente per il bando del 2018, mentre per quanto riguarda il nuovo anno sono attese novità tali da poter rendere il bando ancora più appetibile.

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