Il Parlamento Europeo dimostra che le Criptovalute sono usate poco per finanziare il Terrorismo

Secondo un’indagine condotta dal Parlamento Europeo per indagare sull’uso delle criptovalute per finanziare attività terroristiche, dimostra che sono rari i casi confermati di finanziamento del terrorismo che coinvolgono la criptovaluta.

Lo studio, completato lo scorso maggio e pubblicato sul sito web del Parlamento Europeo, è stato condotto da un gruppo guidato dal Dipartimento tematico per i diritti dei cittadini e gli affari costituzionali, che ha concluso che le valute digitali non offrono attualmente al terrorismo vantaggi superiori a quelli presentati da altri metodi di finanziamento che vengono utilizzati oggi, come la moneta legale.

Nell’indagine, i parlamentari hanno effettuato un’analisi dei rischi associati alle criptovalute e hanno esplorato lo stato attuale e i pericoli del loro uso futuro da parte di reti terroristiche globali, oltre ad analizzare le norme che vengono applicate in diversi paesi, al fine di offrire una serie di raccomandazioni all’Unione europea.

A questo proposito, i parlamentari sottolineano che i registri indicano che – anche se a basso volume e in modo non sistematico – gli estremisti religiosi e politici hanno usato la criptovaluta più per scopi criminali, quindi a breve termine vedono poco il pericolo di crescita di questo tipo di attività.

A questo proposito, spiega che tra i modi di utilizzare le valute virtuali per le azioni criminali che sono state registrate, ci sono la raccolta di fondi nei social network e piattaforme decentralizzate, il trasferimento di fondi e titoli tra reti terroristiche usando gli scambi p2p, e la fornitura di articoli nel Dark Web.

 

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