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Perché si lascia il lavoro?

perche si lascia il lavoroLa decisione di lasciare il proprio posto di lavoro per uno nuovo è sicuramente fra i momenti più stressanti cui si possa andare incontro, specialmente se si ha lavorato per tanti anni nella stessa azienda e ci si ritrova a dover affrontare l’ignoto: nuovi colleghi, nuovi capi, nuove mansioni.

A volte c’è un motivo valido, per esempio la persona non si è integrata bene con il resto del team, o si allontana per motivi personali, o gli è stata offerta un’opportunità troppo grande per poterla rifiutare.

In questi casi, anche se si tratta di una transazione difficile, l’abbandono è motivato. Ma altre volte non sussiste nessuno di questi motivi, quindi perché si lascia il lavoro? In questa guida cercheremo di descrivervi i principali.

I motivi per cui si lascia il lavoro

La Stagnazione

Le persone non vogliono rimanere bloccate nello stesso posto a fare le stesse cose ogni giorno per venti o quarant’anni. I dipendenti vogliono andare sempre avanti per crescere nella loro vita professionale.

Vogliono avere qualcosa a cui aspirare. Se non esiste una carriera o una struttura per l’avanzamento professionale, sentiranno il bisogno di cambiare aria.

Nel frattempo, aumentano le possibilità di avere in azienda persone annoiate, infelici e nervose, cose che influiscono sulle prestazioni ed il morale dell’intera squadra.

Lavoro Eccessivo

Periodi di sovraccarico e forte stress sono previsti in quasi tutti i posti di lavoro, ma niente spinge i bravi dipendenti a licenziarsi come l’eccessiva mole di lavoro. Spesso sono i migliori dipendenti, che sono continuamente ricoperti di compiti. Se questi si ritrovano con un sovraccarico constante di lavoro iniziano a pensare di essere sfruttati, soprattutto in assenza di riconoscimenti, come promozioni o bonus.

Visioni vaghe

Non c’è niente di più frustrante che un ambiente di lavoro pieno di visioni e grandi sogni, ma con nessuna traduzione di tali aspirazioni in obiettivi strategici che li rendano realizzabili. Senza questo collegamento, è tutto solo un parlare. Qual è la persona di talento che vuole sprecare il suo tempo e la sua energia a sostegno di qualcosa di indefinito? Alle persone piace lavorare per creare qualcosa, non per scopi ignoti.

Gli utili prima delle persone

Quando un’azienda da più valore ai risultati del conto economico che ai suoi dipendenti, le persone migliori se ne vanno altrove, lasciando dietro di sé coloro che sono troppo mediocri e apatici per trovare una posizione migliore. Il risultato è una cultura di sotto-performance, morale basso, e anche problemi disciplinari. Naturalmente le cose come il profitto, le uscite, accontentare gli stakeholder, la produttività sono importanti, ma il successo dipende, in ultima analisi, dalle persone che fanno il loro lavoro.

La mancanza di riconoscimento

Anche le persone più altruiste vogliono essere riconosciute e ricompensate per un lavoro ben fatto. Fa parte di ciò che siamo come esseri umani. Quando non dai riconoscimenti ai dipendenti, non solo non li stai motivando, ma stai anche perdendo una buona occasione per rafforzare la loro grande prestazione. Anche se non si ha il budget per premi e bonus, ci sono tanti altri modi a basso costo per fornire il riconoscimento, come per esempio una parola di apprezzamento o una giornata di riposo.

La mancanza di fiducia

I dipendenti hanno un punto di osservazione vantaggioso per vedere e valutare il comportamento dei loro responsabili. Se li vedono comportarsi in modo poco etico con i venditori, mentire agli stakeholder, truffare i clienti, o non riuscire a mantenere la parola data, i dipendenti migliori e più etici se ne andranno subito.

Gerarchia eccessiva

Ogni posto di lavoro ha bisogno di una struttura e di una leadership, ma una rigida organizzazione top-down è fatta per i dipendenti insoddisfatti. Se i migliori dipendenti sanno di dover produrre senza dare un contributo con le loro idee, se non sono autorizzati a prendere delle decisioni, se devono costantemente dipendere dagli altri sulla base del loro titolo piuttosto che della loro esperienza, non avranno molti motivi per essere felici.

Il rovescio della medaglia: il licenziamento per giusta causa

Bisogna, però, stare attenti in alcuni casi. Tutte le motivazioni presentate fino ad ora si basano su un semplice presupposto: ci deve essere un rapporto di fiducia tra il dipendente e il datore di lavoro. Ma se l’infelicità o l’apatia lavorativa si trasformano in modi per fare un cattivo lavoro o peggio ancora per giustificare la concorrenza sleale, allora il datore di lavoro è legittimato a licenziare la persona in questione senza preavviso, come da contratto.

Non è facile da dimostrare? È vero, ma è anche vero che esistono agenzie investigative professionali che possono procedere con un’indagine che metta in luce i motivi di tale sfiducia.

L’investigazione aziendale su licenziamenti per giusta causa avviene attraverso delle indagini svolte da investigatori privati, competenti anche in materia di diritto civile e penale, che hanno l’obiettivo di ottenere un report finale ricco di documenti utilizzabili in sede giudiziaria.

E a voi piace il posto dove lavorate?

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