Criptovalute, novembre 2021: le 10 da tenere d’occhio

Il mese di novembre si profila come un mese di difficile lettura per le criptovalute: ecco quali andrebbero tenute sotto osservazione.

Criptovalute

Il mercato delle criptovalute rischia di sortire spiacevoli effetti a chi le detenga nel corso del mese di novembre. Muoversi nel campo delle monete digitali è un compito arduo, impegnativo, che impone precise competenze tecniche e uno studio accurato delle potenzialità, data una premessa fondamentale: la forte componente di volatilità che le caratterizza. Sebbene sbilanciarsi con le previsioni sulle future fluttuazioni di valore richieda doti divinatorie, esistono delle regole di buon senso, appoggiate da qualsiasi esperto nel campo, da adottare, affinché sia quantomeno ridotta la percentuale di rischio di incorrere in brutte sorprese. Nell’elenco qui sotto proposto ti sottoporremmo le 10 crypto da tenere d’occhio con maggiore attenzione da qui alle prossime settimane, sicché potenzialmente fonti di piacevoli aumenti di valore del portafoglio digitale.

Bitcoin (BTC)

La prima delle criptovalute da tenere sotto osservazione a novembre è la più famosa in assoluto, ovverosia il Bitcoin, creato da Satoshi Nakamoto (uno pseudonimo, la vera identità resta ignota, sebbene siano circolate varie teorie) nel lontano 2009. Lo scorso mese la regina delle cryptocurrency ha toccato il picco storico di 67 mila dollari, dopo una serie di correzioni ree di condurla sotto la soglia dei 60 mila dollari. Negli ultimi giorni, BTC è tornato a muoversi sopra i 62 mila dollari, elemento che pare confermare la prosecuzione del trend rialzista avviato qualche mese fa. Numerosi trader ritengono che abbia la potenzialità di raggiungere entro il termine del 2021 i 100 mila dollari, mentre a novembre un target alla portata sarebbe di 84 mila dollari.

Ethereum (ETH)

Ethereum, la seconda delle criptovalute con la più elevata capitalizzazione di mercato, potrebbe conseguire nuovi massimi storici nelle settimane a venire. Ricordiamo che le relative quotazioni hanno sfondato il muro dei 4.630 dollari a inizio novembre, valore che pare allo stato attuale il valore massimo raggiunto dalla crypto di Vitalik Buterin. Qualche giorno fa negli Stati Uniti è stata diramata una comunicazione destinata ad avere un impatto sui futuri movimenti di Ethereum: il Chicago Mercantile Exchange – uno dei più grandi mercati internazionali di derivati – ha proclamato il lancio di un mini contratto future su ETH, comunque non negoziabile prima di dicembre. Vari professionisti del campo sono concordi nel ritenere che la notizia in questione sia in grado di favorire il raggiungimento del valore di 5 mila entro fine novembre.

Cardano (ADA)

Dai primi mesi del 2021, Cardano ha registrato una crescita dell’1,080 per cento, divenendo una delle 5 criptovalute top in termini di capitalizzazione. Cardano costituisce una valuta digitale da porre sotto la lente d’ingrediente per molteplici fattori, a cominciare dalla recente introduzione degli smart contract all’interno della sua blockchain. La caratteristica ha contribuito senz’altro a rafforzare la competitività nei confronti di Ethereum e recenti analisi indicano che nelle settimane a venire ciascun ADA sia in grado di superare i 3 mila dollari. Alla luce di tali considerazioni, comprare Cardano potrebbe rivelarsi un buon metodo per far fruttare il proprio capitale.

Tether (USDT)

La stablecoin Tether rappresenta una delle criptovalute da mantenere nel proprio portafoglio, malgrado non goda di una fama eccezionale per via delle sue oscillazioni. La proprietà principale di Tether – e di tante altre stablecoin – risiede nell’ancoraggio a una valuta fiat. Prendendo in esame il dollaro statunitense, ne segue che 1 USDT equivale a 1 dollaro, salvo piccolo movimenti che di norma rimangono nel range incluso tra 0,99 dollari e 1,03 dollari. Tanti Tether ritengono una specie di bene rifugio, perciò avere tale crypto nel rispettivo ewallet può contribuire a ridurre e contrastare il rischio di mercato.

Ripple (XRP)

Nell’ultimo semestre il prezzo di Ripple si è mosso tra un limite minimo di 1,2 dollari e 1,6 dollari, quotazione che sotto alcuni aspetti riflettono le difficoltà incontrate dalla società proprietaria di XRP negli Stati Uniti. Difatti, la SEC statunitense sta portando avanti da quasi un anno una battaglia legale al cospetto di Ripple Labs Inc., la quale avrebbe violato la normativa vigente sull’offerta al pubblico di crypto.

A dispetto di tale disagi riscontrati, Ripple Labs sta ampliando la propria rete in alcuni Paesi dell’Asia, provvedendo a integrare la cryptocurrency XRP nei sistemi di trasferimento di denaro. Per tali ragioni si suggerisce di non prendere sottogamba Ripple, a causa del fatto che certe analisi darebbe come imminente il superamento del valore di 2 dollari.

Le altre cinque criptovalute da esaminare

Dogecoin resta una delle osservate speciali a novembre. La notevole crescita del volume degli scambi ha spinto diversi esperti a sostenere che il dato rifletta l’espansione della community di DOGE, la cui espansione ha spesso favorito il suo apprezzamento. Ecco perché è plausibile aspettarsi nuovi movimento verso l’alto nelle settimane seguenti.

Il rendimento di Solana (SOL) ha sbaragliato i pronostici sul suo 2021. Le sue previsioni ottimiste sono promosse dalle notizie inerenti allo sbarco sulla blockchain di nuovi progetti DeFi, alcuni dei quali potrebbe essere disponibile già dalla fine del mese in corso. Il target di 300 dollari entro il 30 novembre potrebbe non costituire un obiettivo troppo ambizioso nel caso specifico.

Da inizio anno Binance Coin ha aumentato le proprie quotazioni di oltre l’1,900 per cento. Tuttora è guardato con curiosità dai trader a causa del legame con il principale exchange di criptovalute su scala planetaria in ottica dei volumi giornalieri. Per adesso il prezzo di un’unità si aggira sopra i 550 dollari, valore prossimo alla resistenza di 560 dollari che alcune analisi rilevano. Ma prima del 2022 potrebbe raggiungere il target di 600 dollari.

Di recente, Polkadot è stato definito da una vasta platea quale il prossimo Ethereum. Nel mese di novembre potrebbe crescere per via del lancio imminente delle aste di parachain, parola mediante la quale si indicano le blockchain paralleli aventi il proposito di supportare applicazioni specifiche. Infine, la decima criptovaluta da valutare è Bitcoin Cash. Nell’ultimo semestre ha perso parecchio terreno, ciononostante le sue quotazioni nelle ultime settimane hanno nuovamente superato i 600 dollari. Da poco la banca Commonwealth Bank – uno dei principali istituti di credito dell’Australia – ha affermato di voler mettere a disposizione un servizio finanziario per la gestione di crypto asset, tra cui figurerebbe pure Bitcoin Cash.

 

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