Imu, stangata sulla prima casa in arrivo: a chi sta per arrivare

L’esenzione Imu sulla prima casa non è da da dare così per scontata: è, infatti, prevista una stangata su alcune famiglie.

IMU

Come è risaputo, in Italia il legislatore concede l’esenzione Imu sulla prima casa e, in tal senso, si può dormire sonni tranquilli. A volte, tuttavia, può capitare di dover pagare. Anche se fa male sentirlo, è meglio guardare in faccia alla realtà, onde evitare di pentirsi del peccato di presunzione, dettato dalla naturale inclinazione di dare per scontato qualcosa che di scontato non lo è. O, almeno, non necessariamente. Fin troppo di frequente i coniugi che vivono in regime di separazione dei beni e proprietari di due immobili, uno a parte, scelgono di fissare la rispettiva residenza all’interno della propria abitazione. Dietro, talvolta, l’idea di “gabbare il sistema” (suvvia, parliamoci chiaro): in tal modo sarebbe possibile poter usufruire delle esenzioni Imu in due circostanze.

La pratica è molto diffusa e mica da oggi. Eppure, risulta illegittima, sebbene chi la attua sia spesso convinto del contrario. Nello specifico, costituisce a pieno titolo un caso di evasione fiscale. E la scusa sempreverde del “non lo sapevo” è inutile. La legge non ammette ignoranza: lo insegnavano i latini e vale tuttora. A confermarlo, in diverse occasioni, è stata la giurisprudenza. Il testo normativo in merito è chiaro: è possibile beneficiare dell’esenzione Imu sulla prima casa una tantum per ciascun nucleo familiare. Non esiste giochetto della separazione dei beni in grado di sollevare dall’onere. Ma, premesso ciò, sorge spontanea una domanda: nel caso di effettiva doppia residenza dei coniugi, a chi tocca mettere mano al portafoglio? Magari sotto le migliori intenzioni si finisce nel pallone e, privi del prezioso aiuto di un commercialista, i dubbi mica scompaiono, semmai divampano.

Esenzione Imu sulla prima casa: il criterio del legislatore

Sono esonerati dal pagamento dell’Imu quelle famiglie che abbiano fissato la propria residenza all’interno dell’immobile. Per poter trarre beneficio dell’esenzione dall’Imposta Municipale Propria devono, però essere inevitabilmente presenti due presupposti chiave:

  • l’immobile oggetto dell’agevolazione deve essere, allo stesso tempo, la dimora abituale del contribuente e della famiglia;
  • il luogo di residenza dichiarata all’ufficio anagrafe del Comune.

Pertanto, non è abbastanza sostenere di risiedere in un determinato fabbricato per non far fronte all’Imu, ma bisogna dar seguito alla parola, ossia viverci abitualmente la maggior parte dell’anno.

Entrambe i requisiti (residenza e dimora abituale) sono fondamentali e il rispetto di appena uno comporta la perdita dell’agevolazione stabilita dall’Agenzia delle Entrate – Riscossione. Qualora vigano ambedue le condizioni all’immobile sarà attribuibile il titolo di abitazione principale.

Il matrimonio è per antonomasia il coronamento di una storia d’amore. Ciò non toglie che i coniugi sono autorizzati a disporre per residenze differenti: dipende dalla volontà dei diretti interessati. La legge contempla tale opportunità. Che, però, non concede la facoltà di ottenere l’esenzione dal pagamento dell’Imu per ambedue i fabbricati. Ricordiamo che l’onere di convivenza dei due coniugi è sancito e disciplinato dal Codice civile. Moglie e marito sono nella posizione di prendere la residenza in due differenti Comuni o comunque in due sistemazioni diverse.

Questa può essere una scelta per esigenze lavorative, ma perde credibilità laddove i due coniugi vivano abitualmente in due abitazioni distinte. Ecco perché avranno modo di trarre vantaggio delle agevolazioni Imu sulla prima casa solo e soltanto per un immobile.

Qualora i coniugi dispongano di residenza in diversi fabbricati, giusto uno dei due è tenuto a corrispondere l’Imposta municipale propria. L’esborso spetta al proprietario dell’immobile dove la famiglia non vive. Godrà dell’esenzione Imu il proprietario del fabbricato presso cui la famiglia risiede abitualmente. Difatti, è bene rammentare che il fatto che marito e moglie abbiano la residenza in differenti case – non importa che siano nel medesimo Comune o in due Comuni distinti – non esclude che la famiglia abbia diritto all’esenzione Imu per l’abitazione principale. La condizione fondamentale è giusto una: la possibilità di godere di un’unica esenzione, che varrà per l’immobile che, al tempo stesso, sia luogo di residenza e di dimora abituale del contribuente e dell’intero nucleo familiare.

E se dovessero coesistere due residenze anagrafiche differenti? Malgrado possa apparire uno scenario piuttosto remoto, può comunque succedere. Se così fosse, a a prescindere da quali siano le ragioni dietro a tale decisione, occorrerà definire l’immobile in cui si realizza la c.d. abitazione principale del nucleo familiare. Per ogni nucleo familiare vi sarà esclusivamente una abitazione principale.

L’intervento della Corte di Cassazione

Con le sentenze n. 17408 e 20686 del 2021, la Corte di Cassazione ha preso a cuore il problema e fornito delucidazioni accurate in proposito. La Corte Suprema ha indicato che, nel caso in cui marito e moglie dispongano di residenza in due differenti fabbricati, occorre escludere l’esenzione dell’Imposta municipale propria per entrambi. Il genere di interpretazioni non troverebbe alcun fondamento nel testo normativo sancito e tuttora valido in territorio italiano. La legge precisa, poi, che laddove i membri della famiglia abbiano fissato la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi ubicati nel medesimo Comune, le agevolazioni per la prima casa e per le relative pertinentz in relazione al nucleo familiare si applicano per un unico fabbricato.

Lo stesso principio, secondo i pronunciamenti degli Ermellini, varrebbe pure quando i due coniugi hanno la propria residenza in due differenti Comuni. Per poter comprendere la presa di posizione assunta dai giudici occorre prendere anzitutto in esame la nozione di abitazione principale. Che, in poche parole, richiede l’unicità dell’immobile, ma soprattutto implica una dimora stabile del suo proprietario e della sua famiglia. Per tale ragione non possono coesistere due prime case. Si spiega in tal modo il fatto che non sia accordata l’esenzione Imu a due diverse abitazioni, sebbene all’interno delle stesse moglie e marito abbiano collocato la relativa sistemazione.

 

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