Spese sanitarie, invio dati: scadenza imminente. Chi è obbligato

La scadenza è imminente per l’invio dei dati delle spese sanitarie. Ecco chi è obbligato all’inoltro delle informazioni richieste.

Spese sanitarie

Ancora pochi giorni di tempo e si arriverà a scadenza per quanto riguarda il Modello 730 del 2021 precompilato e ordinato. Meglio cerchiarsi con un bel pennarello rosso in calendario la data del 30 settembre 2021, il termine ultimo per provvedere all’inoltro del prezioso documento in ottica del conteggio fiscale. Intanto, la menta corre già a quel che ne sarà dopo, ovverosia alla precompilata 2022, avente come anno d’imposta il 2020. Difatti, è agli sgoccioli il termine per l’invio dei dati al sistema TS (tessera sanitaria) delle spese sanitarie riferite al primo semestre del 2021. Cerchiamo di fare luce sulla questione, partendo da chi ha l’onere di occuparsene agli sviluppi della normativa in merito.

Spese sanitarie invio dati al sistema TS: obbligo categorico sancito dal legislatore

Ai fini della predisposizione della dichiarazione dei redditi precompilata, il legislatore dispone categoricamente l’obbligo per una determinata categoria di soggetti di spedire al sistema TS i dati delle spese sanitarie sostenute dai contribuenti italiani. Spese che – lo sottolineiamo – sono detraibili in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi.

Per quanto riguarda nello specifico gli anni d’imposta 2020 e 2021, l’invio è semestrale. Dal periodo d’imposta 2022, l’obbligo assume invece natura mensile, salvo eventuali cambiamenti. Al momento la situazione è quella che vi abbiamo appena indicato, ma, come sempre, bisogna tenere aperta la porta in vista di possibili correzioni e aggiornamenti.

Scadenza spostato dal 31 luglio al 30 settembre 2021

In ogni caso, con rimando alle spese sanitarie del 1° semestre 2021, la scadenza era fissata al 31 luglio 2021. Ma qui è fortunatamente entrato in campo il buon senso da parte delle autorità governative italiane. Alla luce delle notevoli e persistenti difficoltà provocate dalla pandemia da Coronavirus, la deadline è slittata al 30 settembre 2021. Due mesi aggiuntivi per rifiatare e mettersi in regola secondo le precise direttive sancite dal normatore, senza per questo correre il rischio di dover pagar dazio.

Gli operatori incaricati

A titolo esemplificativo hanno il compito di adempimento, entro il 30 settembre 2021, gli operatori qui sotto evidenziati:

  • Medici chirurgi e odontoiatri;
  • Professionisti sanitari (ostetrici, tecnici radiologi, infermieri, psicologici, ottici, veterinari, ecc.);
  • Farmacie e parafarmacie;
  • Strutture sanitarie (accreditate al Sistema sanitario nazionale (Ssn), autorizzate non accreditate e quelle rientranti nell’ambito della Sanità militare).

E le spese del secondo trimestre del 2021? Almeno per il momento, la scadenza è fissata al 31 gennaio 2022. Staremo a vedere anche qui, se le disposizioni rimarranno immutate, oppure se andranno registrate delle novità in tal senso. Al solito, fanno fede i testi ufficiali diramati dagli enti di riferimento nel campo.