Andare in pensione a 57 anni, come sfruttare la Rendita Anticipata

Una pensione 10 anni prima è possibile, ma occorre sfruttare ciò che permette la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata

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Rendita Integrativa Temporanea Anticipata, questo ciò che significa RITA, una misura sottovalutata in materia pensione.  Ma si tratta di una misura che può tornare utile in tempi come questi, con le pensioni che diventano sempre più difficili da raggiungere.

La Rendita permette di percepire un trattamento pensionistico mensile, basato sul montante dei contributi versati in un fondo a parte rispetto a quello della previdenza obbligatoria.

Chi ha provveduto ad iscriversi a uno dei vari fondi presenti nel sistema adesso può sfruttarne l’anticipo, scegliendo di percepire una rendita anticipata anche solo di una parte di ciò che a maturato con i suoi versamenti.

Una valida soluzione anche per i giovani di oggi, che potrebbero arrivare a sfruttare l’opportunità negli anni a venire, pensandoci prima però, cioè iniziando a versare nei fondi integrativi come i fondi per la pensione complementare.

 

Rendita integrativa anticipata per la pensione, chi ne ha diritto e come funziona la misura

Ricapitolando, la RITA altro non è che la facoltà di un lavoratore, di ricevere l’erogazione frazionata di tutto o parte del montante accumulato in un fondo. E l’erogazione dura per tutti gli anni di distanza dalla pensione di vecchiaia presso il fondo di previdenza obbligatoria. Una facoltà sfruttabile già a partire dai 57 anni. In pratica, 10 anni prima di compiere l’età pensionabile per la pensione di vecchiaia ordinaria a 67 anni.

Rita, i requisiti necessari anche alternativi tra loro

Per poter rientrare nella misura servono, non per forza tutti insieme, i seguenti requisiti:

  • Minimo 5 anni di versamenti ad un fondo pensione complementare;
  • Cessazione dell’attività lavorativa;
  • Maturazione dell’età anagrafica per la pensione di vecchiaia nel regime obbligatorio di appartenenza entro i 5 anni successivi o entro 10 per i disoccupati di lunga data;
  • Almeno 20 anni di contributi versati nella previdenza obbligatoria;
  • Inoccupazione da almeno 2 anni.