Pensione, l’aumento dal 1 gennaio 2022: 300 euro in più a chi prende 1500 euro

In aumento le pensioni dal 1 gennaio 2022: fino a 300 euro per pensioni da 1500 euro al mese, vediamo perchè.

Bollette

Dal 1 gennaio 2022 i pensionati potranno contare sull’aumento del proprio assegno mensile.La rivalutazione annuale degli assegni della pensione, infatti, tengono conto del costo della vita che, nel 2021 è aumentato per effetto dell’a crescita dell’economia italiana. Dopo le chiusure dovute alla pandemia di coronavirus, infatti, con le riaperture l’economia italiana non poteva che crescere e questo avrà un effetto benefico sulle pensioni.

Aumenti pensione

La rivalutazione è legata al crescere dell’inflazione poichè gli assegni devono permettere ai pensionati di far fronte all’eventuale aumento dei prezzi. Compensando, di fatto, l’aumento dei prezzi le pensioni devono essere aumentate.

Mentre nel 2020 si è registrato un aumento (applicato a gennaio 2021 sull’anno precedente) dell’0,5% che, naturalmente, i pensionati non hanno neanche percepito, dai 1 gennaio 2022 si dovrebbe assistere ad un aumento ben più corposo visto che a settembre l’infrazione ha toccato l’1,7% e probabilmente non diminuirà nei mesi che ci separano dalla fine dell’anno.

Ma attenzione, non è tutto oro quello che luccica, come dice un noto proverbio: viene si riconosciuto un aumento ma solo per bilanciare l’aumento dei prezzi e proprio per questo i pensionati non saranno più ricchi rimanendo il loro potere di acquisto invariato.

Secondo una stima fatta dal quotidiano Il Messaggero gli aumenti dovrebbero essere per chi percepisce una pensione di 1500 euro, di circa 300 euro l’anno lordi per un incremento dell’assegno mensile di circa 25 euro (da tassare). Ovviamente per chi ha una pensione più bassa l’aumento sarà riproporzionato all’importo percepito.

La perequazione della pensione, in ogni caso, spetta in misura piena (100%) solo a chi percepisce pensioni di importo fino a 4 volte l’assegno sociale INPS (circa 2000 euro). Spetta in misura pari al 90% per chi ha una pensione che va da 4 a 5 volte l’assegno sociale INPS (da 2000 a 2500 euro mensili) e in misura pari al 75% per chi percepisce pensione di importo superiore.