Riforma fiscale: meno tasse ma non per tutti

A beneficiare della scure che riduce la pressione fiscale non saranno tutti i lavoratori, vediamo perchè

QE Mario Draghi

Riforma fiscale e rivisitazione delle aliquote IRPEF, si è trovata una intesa che porterebbe alla riduzione dell’aliquota di applicazione dell’IRPEF ma solo per circa 7 milioni di lavoratori. Per ora, in ogni caso, il testo della legge delega appare ancora troppo vago per capire come la riforma potrebbe intervenire.

Riforma IRPEF

Taglio delle aliquote ma quali lavoratori riguarderanno? Anche se la legge delega approvata martedì dal Cdm non è una vera e propria riforma del fisco, Draghi ci ha tenuto a precisare che non è possibile prendere impegni che poi diventa difficile mantenere. A Draghi, quindi, non piacciono le promesse se non è, poi, in grado di fare quel che dice e proprio per questo, preferisce agire per gradi.

Quindi per ora la riforma è stata solo delineata per definire, poi, i particolari ed i dettagli. Le tempistiche di attuazioni sono quelle previste dal testo della delega, ovvero entro 18 mesi dalla data di entrata in vigore.

“Per le riduzioni dipende dalle coperture che troveremo anno per anno, vedremo se quest’anno potremo avviare il processo” spiega il ministro dell’Economia Daniele Franco. Per Draghi: “Il sistema cui si mira non intende aumentare il gettito complessivo ma diminuirlo perché oggi è fuori linea”.
Dobbiamo aspettarci, quindi, un taglio delle imposte, non subito visto che ci vorranno 18 mesi, ma il ragionamento è in ottica pluriennale e il primo taglio delle imposte potrebbe arrivare già con la prossima legge di Bilancio.

In ogni caso l’impegno preso con la legge delega punta a “ridurre gradualmente le aliquote medie effettive derivanti dall’applicazione dell’Irpef anche al fine di incentivare l’offerta di lavoro e la partecipazione al mercato del lavoro, con particolare riferimento ai giovani e ai secondi percettori di reddito, nonché l’attività imprenditoriale e l’emersione degli imponibili”; e si punta anche “a ridurre gradualmente le variazioni eccessive delle aliquote marginali effettive derivanti dall’applicazione dell’Irpef”.