Cartelle esattoriali, arriva anche una nuova rottamazione, novità possibile secondo il MEF

Il Ministro dell’Economia e delle Finanze ha aperto ad una nuova rottamazione delle cartelle.

ADE

Durante la nota di aggiornamento del Documento di Economia e Finanze il Ministro delle Finanze Daniele Franco ha aperto a diversi interventi di natura economica e finanziaria, compresa una ipotetica nuova rottamazione delle cartelle. In audizione alle Commissioni bilancio sulla nota di aggiornamento del Def, il titolare del dicastero ha parlato di Superbonus 110%, ma anche dei debiti fiscali delle famiglie, con sanatorie e condoni.

Nuova rottamazione delle cartelle, il Mef apre

Molto importanti le parole usate dal Ministro Franco durante le audizioni sul Def alle Commmissioni parlamentari. Soprattutto in materia cartelle esattoriali e su una ipotizzata nuova rateizzazione e rottamazione.

“Stiamo valutando se una ulteriore spalmatura degli oneri possa essere considerata”, questa la netta apertura del Ministro che tradotto i termini pratici, significa che ci stanno lavorando. Consentire a tutti i contribuenti di fare pace con il Fisco è importante, perché dal lato dello Stato, significa fare cassa.

Una operazione questa tutt’altro che facile però, e lo stesso Ministro lo ha sottolineato bene. “Bisogna muovere gradualmente verso una situazione di normalità. Famiglie e imprese devono tornare a pagare le cartelle dell’Agenzia delle Entrate. Possiamo di nuovo spostare e diluire per questa fase, ma bisogna gradualmente tornare a una situazione di normalità”, queste le parole di Franco.
I pratica, ok a dare una mano alla popolazione, purché sia temporaneo, perché prima o poi alla normalità ci si deve arrivare.

Le altre parole del Ministro Franco, non solo cartelle

Come dicevamo, il Ministro Franco durante le audizioni dinnanzi alle Commissioni Bilancio di Camera e Senato ha affrontato diversi temi caldi. La proroga del superbonus e delle altre agevolazioni edilizie sono pressoché scontate per rilanciare il settore.

E poi, sul cashback, pur ammettendo che è servito per spingere le persone ai pagamenti elettronici, la misura voluta fortemente dal governo Conte Bis, non può essere strutturale. In pratica, non è detto che sia confermata, perché se la misura ha funzionato, ormai le persone si sono abituate ai pagamenti elettronici e non c’è bisogno di altri impulsi.