Fisco e pensioni: il governo, le riforme e Salvini che cerca di recuperare dopo il boccone amaro del Green Pass

Salvini dice di alzare le barricate se il governo Draghi non asseconda le loro idee su Flat tax, fisco e pensioni.

Salvini

Le difficoltà parlamentari del governo sono lì a ingessare il lavoro dell’esecutivo che essendo tecnico, forse pensava di avere più mano libera. Salvini e la Lega, al governo, continuano a pressare. La legge di Bilancio ormai è dietro l’angolo e occorre mettere in campo i programmi che evidentemente, sono rimasti solo sulla carta o nemmeno su quella.

La riforma del fisco e la riforma delle pensioni sono discorsi che si fanno da tempo ma che ancora devono vedere i natali, anzi, visto il continuo polemizzare delle forze politiche, sono entrambe difficili da attuare.

E i soldi del Piano nazionale di ripresa e resilienza, pur se tanti, sono difficilmente utilizzabili se il governo come sembra, resta in stallo.

Le diatribe interne in maggioranza

Probabilmente conscio di aver dovuto dire si al decreto sul Green pass in barba alle idee originarie e ai tanti proclami che da mesi hanno visto il suo partito contrario a provvedimenti tanto restrittivi, Salvini sembra aver cambiato tattica.

E lo ha fatto di colpo. Infatti dopo aver ingoiato il boccone amaro del Green pass, adesso Salvini torna ad alzare il muro su flat tax, riforma del fisco, riduzione delle tasse e quota 100 con la riforma delle pensioni.

Sembra una operazione di recupero quella di Salvini, come la squadra di calcio che prende un gol e sul finire della partita mette in campo 5 attaccanti per recuperare. Non sempre però il recupero va in porto. Può essere pure che la squadra avversaria faccia un altro gol visto che ci si scopre troppo.

Subito dopo il decreto sul Green pass con l’ok anche della Lega, Salvini ha dichiarato che grazie alla Lega si è impedito al governo di rendere obbligatorio il vaccino e che si sono abbassati i prezzi dei tamponi. Ma il Green pass così com’è non è lontano dall’essere un provvedimento che impone la vaccinazione. E il prezzo dei tamponi come alternativa al vaccino, è calmierato, ma non è certo basso se si pensa che è necessario farne uno ogni 48 ore per quelli che costano meno.

E se si utilizzano le strutture sanitarie, il green pass post tampone arriva il giorno dopo e non dopo pochi minuti come quello a pagamento.

Le barricate di Salvini, ma intanto dal 15 ottobre senza Green pass vorrà dire senza stipendio

La quota 100 ha permesso di eliminare la Fornero per 3 anni ma adesso se il governo vuole lasciare tutto com’è, sbaglia. E la Lega, per stessa ammissione di Salvini e della Lega, è pronta alle barricate. Ma doveva esserlo anche per il Green pass.

Se Salvini parla di barricate, deve farlo imponendo la “sua” Quota 41 per tutti, oppure la flat tax o ancora la riduzione del cuneo fiscale.

Qualcuno oggi scommette che stavolta, il leader della Lega riuscirà a spuntarla? Da una analisi più approfondita, dato che nella Lega si intravede ormai chiara l’ombra dei governisti che fanno capo al Ministro dello Sviluppo Economico Giorgetti, appare più facile che anche sulle pensioni la Lega si allinei.

E allora, ok magari all’estensione dell’Ape sociale a quante più persone possibile. Diranno che hanno ottenuto l’inserimento di alcune categorie e che grazie a loro si è passati alla pensione a 63 anni per quasi tutti.

Ma l’Ape sociale non è come quota 100 e non lo sarà mai. Vuoi perché quota 100 prevedeva l’uscita a 62 anni mentre l’Ape a 63, ma anche perché è uno strumento di accompagnamento alla pensione basato su 12 mesi e non su 13 (non c’è tredicesima), non è reversibile a causa di decesso del pensionato, non da diritto agli assegni e nemmeno alle maggiorazioni. E poi, ha un importo massimo erogabile.