“Reddito di cittadinanza a chi è sospeso da lavoro perché no vax o senza Green Pass”, la proposta di un medico no vax

Nessuna sospensione dal lavoro, ma a casa senza stipendio per il lavoratore senza Green pass, ma arrivano proposte per tamponare il problema, anche se piuttosto discutibili

Green pass

Sarà stata una provocazione, ma ciò che ha detto Mariano Amici, un medico delle Asl che attualmente è sospeso dal servizio, perché un no vax (non si è vaccinato come è necessario per i sanitari oggi), farà sicuramente discutere.

Il medico, come si legge sul quotidiano “La Stampa” di Torino, avrebbe detto che per i lavoratori senza Green pass, perché non vogliono vaccinarsi e forse, perché non hanno la possibilità economica o la voglia di farsi un tampone ogni 48 ore, andrebbe erogato il reddito di cittadinanza durante il periodo di vuoto stipendiale.

 

I lavoratori senza Green pass e no vax senza stipendio

Nessuna sospensione dal lavoro, ma a casa senza stipendio per il lavoratore senza Green pass, questa le regola che dal 15 ottobre inizierà a sortire effetto. I lavoratori che non avranno fatto il vaccino, o che non avranno un tampone per il Covid negativo valido 48 ore (o 72 ma più costoso), o che non risulteranno guariti dal Covid negli ultimi 6 mesi, non potranno lavorare.

E saranno considerati come assenti ingiustificati nonostante sia il datore di lavoro, adibito al controllo, a rispedirli a casa. Durante la conversione del decreto, è stata eliminata la penalizzazione della sospensione dal lavoro, ma resta la sospensione dello stipendio. In pratica, fino a Green pass ottenuto con conseguente ritorno al lavoro, zero stipendio.

Un problema serio come detto, per i lavoratori che non vogliono vaccinarsi o sottostare allo stillicidio, economico e fisico del tampone un giorno si ed uno no (15 euro a tampone e poi… povero naso).

La proposta del medico no vax

Mariano Amici, medico sospeso dall’Asl che adesso è senza stipendio perché non è vaccinato, sarebbe arrivato a proporre la sua particolare soluzione per i lavoratori senza Green pass. La soluzione sarebbe il reddito di cittadinanza.

Per i lavoratori, a prescindere dal luogo di lavoro, il Green pass sarà obbligatorio dal 15 luglio. Per chi percepisce il Reddito di cittadinanza no. E allora perché non unire le due cose. O quanto meno uniformare il tutto concedendo per i mesi di assenza di retribuzione per i lavoratori non vax, il reddito di cittadinanza?

Una proposta che sa tanto di provocazione naturalmente. “Reddito di cittadinanza a chi è sospeso dal lavoro perché sprovvisto di Green pass, questa la proposta come viene presentata dal quotidiano La Stampa.

“Trovo giusto che chi viene sospeso dal proprio lavoro e privato dello stipendio venga in qualche modo indennizzato. E’ stato sospeso ingiustamente, perché il green pass non impedisce la diffusione del virus. Dategli quindi il reddito di cittadinanza”, questo ciò che ha detto il medico no vax.

Le critiche al Green pass del governo

“Il cittadino che non vuole vaccinarsi deve avere le stesse garanzie di chi percepisce il reddito di cittadinanza, che non perde l’assegno di mantenimento anche se sprovvisto di Green pass. Non è giusto che i cittadini percepiscano un reddito senza lavorare e credo che lo stato dovrebbe indurre chi lo percepisce ad andare a lavorare. Ma se mi sospendi lo stipendio perché sono un no vax, allora devi darmi le stesse garanzie di chi percepisce il reddito di cittadinanza, che non perde il proprio reddito anche se sprovvisto di certificazione verde”.

“Il Green Pass non ha ragione d’essere. Non è garanzia di impedimento di diffusione del virus. E’ solo un tentativo di ricatto per far vaccinare le persone e questo non deve avvenire. Ha introdotto una vera e propria discriminazione tra vaccinati e non vaccinati. Ma i vaccinati possono trasmettere la malattia e si ammalano con frequenza pertanto dovrebbero essere sottoposti a tampone per lavorare come i non vaccinati. Se ciò avvenisse vedremmo chiaramente che i positivi sono più spesso vaccinati che non”.