Canone RAI, ecco cosa accade ai furbetti che non pagano

Non paghi il canone Rai? Stavolta rischi di non passarla liscia. Ecco a cosa vanno incontro i furbetti che non pagano la tassa.

Canone Rai

Per la Rai, radio televisione italiana, i cittadini sono chiamati a corrispondere una piccola tassa, che arriva direttamente sulla bolletta dell’energia elettrica. Come fondamento, la presunzione che, chiunque disponga di allacciamento elettrico, abbia un televisore e possa, dunque, vedere i contenuti del servizio pubblico. Nonostante la Rai abbia, giustamente, esonerato dal saldo chi si trovasse in difficili economiche e la possibilità di sospendere il canone qualora non si possegga una tv, permangono i furbetti, pronti sempre a escogitare qualche stratagemma dei loro pur di non pagare quanto dovuto.

Ecco perché l’Agenzia delle Entrate scende in campo e attua misure volte a scoraggiare e punire chi viola l’obbligo contributivo. In tale occasione, ha provveduto ad organizzare una serie di azioni pensata per sanzionarli, pure nel rispetto degli altri, che rispettano, invece, tutti i pagamenti e le scadenze.

Canone Rai, fare il furbo non conviene: ecco il provvedimento del Fisco

Sebbene non se ne senta parlare ogni giorno, quello del mancato pagamento del canone Rai è un problema che persiste ancora oggi. A dispetto di quanto sia lecito immaginare, la situazione è ben più critica. Difatti, dalla nota di aggiornamento al def emerge come oltre 2 milioni e mezzo di famiglie (2,67 mln) non versino la tassa. Il dato, aggiornato a due anni fa, ossia al 2019, calcola perciò un’evasione di 241 milioni di euro.

Un ammanco certamente non trascurabile, ragion per cui l’Amministrazione finanziaria ha deciso di farsi carico del problema e agire concretamente. Innanzitutto, una volta stanato l’evasore, gli viene notificato un avviso affinché si metta in regola con i pagamenti. Occhio, però: è un ultimatum e occorre essere tempestivi per risanare la propria posizione. Altrimenti, laddove si ignori completamente la lettera, partono a raffica le sanzioni, a cominciare dal recupero forzoso dell’importo in questione. Nelle casistiche più gravi è peraltro sancito il pignoramento.