Green pass: non c’è l’effetto sperato sui vaccini, molti over 50 scoperti, nuove limitazioni in arrivo?

Nonostante la stretta del governo con l’obbligo del Green pass in ogni posto di lavoro, i risultati non arrivano e si ipotizzano nuove limitazioni

green pass

Dove metteranno altre limitazioni lo si scoprirà solo dopo il 15 ottobre. Per quella data scatta l’obbligo di Green pass in ogni ambiente di lavoro. Si tratta del più pesante obbligo imposto in materia di certificazione verde, ma che stando ai numeri, non ha sortito l’effetto sperato, almeno per il momento.

Nessuna impennata delle vaccinazioni è sopraggiunta, se si esclude quella immediatamente successiva al varo del decreto sull’obbligo dal 15 ottobre. Lo dicono i dati con oltre 3,1 milioni di over 50 che non hanno ancora il vaccino.

Per questo adesso ci si chiede se arriveranno nuove limitazioni, e se si, quali saranno. Nel frattempo continua il conflitto sociale causato dal certificato verde, con frizioni importanti nella popolazione tra chi ha effettuato il vaccino e chi no.

 

Il Green pass e i vaccini, la tattica del governo non funziona?

Il Green pass non si ottiene solo con il vaccino, questo va sottolineato ancora una volta. La verità però è che l’alternativa è praticamente impossibile da adottare, perché il governo ha studiato bene il meccanismo. Nascondere una specie di obbligo vaccinale, senza responsabilità, dietro il Green pass. Questa l’evidenza sull’operato del governo.

L’alternativa al vaccino è il tampone ogni 48 ore, al prezzo di 15 euro a tampone. Non ti vuoi vaccinare? Allora devi subire oltre allo stillicidio di tamponi e di fastidi a naso e gola, anche una specie di tassa. Logica vuole che non c’è altra strada che il vaccino per avere il Green pass. E questo ormai serve per tutto, dal cinema al ristorante (all’aperto no, ma la stagione invernale è alle porte), dalla palestra al proprio posto di lavoro.

Proprio quest’ultimo obbligo, che parte il 15 ottobre, è l’ultima trovata del governo per spronare di fatto tutti a vaccinarsi. Infatti se per una serata al ristorante o per una partecipazione ad un matrimonio, il tampone può essere una soluzione alternativa valida, per lavorare no, perché ogni due giorni diventa insostenibile.

Ma la popolazione, soprattutto giovani ed over 50, non sembra abbiano risposto. Anche perché la disoccupazione, il precariato e le difficoltà lavorative con la pandemia sono aumentate. Milioni gli italiani che percepiscono sussidi e benefit vari (dal reddito di cittadinanza al reddito di emergenza). Perché questi sussidi? Perché la gente non lavora. E se la gente non lavora, a chi interesserebbe il Green pass se non ce luogo di lavoro in cui recarsi?

Le nuove limitazioni, tutte le ipotesi

Di nuove limitazioni non se ne parla ancora, anche perché si conta di una impennata intorno al 13/14 ottobre, cioè in prossimità dell’ingresso dell’obbligo sui posti di lavoro. Anche perché, a sorpresa, si è deciso di rendere il Green pass immediatamente disponibile anche dopo pochi minuti dalla prima dose, cosa che fino ad oggi scattava tra i 12 ed i 15 giorni. In altri termini, si diventa “regolari” immediatamente, basta la puntura. Se alle 10:30 non si può andare a lavorare, per non minare la sicurezza sul posto di lavoro anche degli altri, la puntura alle 10:31 cancella in un lavoratore lo status di “pericolo pubblico”, e seduta stante.

Se i numeri del governo non saranno ritenuti buoni, ecco che si ipotizzano nuove limitazioni. Ma in che ambito? Magari bloccando il reddito di cittadinanza o addirittura la pensione per chi non è vaccinato? A dire il vero qualcuno lo ha già proposto. Ma siamo sicuri che si possa operare i questo senso? Se diamo il sussidio ad una persona affinché non muoia di fame, è possibile “punirlo” in questa sadica maniera, cioè lasciandolo nella povertà?

Sulle pensioni ancora peggio, perché bloccare una pensione è qualcosa che sfiora l’assurdo. La pensione non è un gentile regalo dello Stato, anzi, chi la percepisce l’ha sudata, versando fior di quattrini in contributi. Equivarrebbe a togliere i soldi dal conto corrente ad un no vax, a bloccargli una carta di credito per esempio.

Tra i più pessimisti ipotizzano che si arriverà a non garantire l’accesso al supermercato ai senza Green pass. Ma si tratta di beni di prima necessità, una cosa alquanto difficile da mettere in atto. Di più se ne saprà dopo il 15 ottobre, quando il governo avrà meglio chiaro ciò che è riuscito a spuntare come vaccini dopo l’ultimo decreto.