Il Cashback di Autostrade: in caso di ritardi, soldi indietro, ecco come recuperarli

Casello autostradale

Se ne parlava da tempo del Cashback di Autostrade per l’Italia e da ieri effettivamente entra in funzione la misura. Si tratta del tanto atteso via allo strumento che permetterebbe, in determinati casi, agli utenti delle nostre autostrade, di vedersi rimborsare i soldi del pedaggio.

Si, proprio il pedaggio, cioè il corrispettivo a cui gli utenti delle autostrade sono assoggettati ogni qualvolta le utilizzano. Parliamo del “balzello” tanto contestato soprattutto per i continui aumenti applicati.

Ma ci sono anche tutte le situazioni relative ai disagi che cantieri, interruzioni e deviazioni provocano agli automobilisti.

Situazioni frequenti sulle nostre autostrade che fanno perdere agli automobilisti, il vantaggio che una autostrada dovrebbe dare in termini di percorrenza, che poi è alla base dell’obbligo di pagamento del pedaggio.

Cashback Autostrade, di cosa si tratta?

Da ieri è attivo il servizio di Cashback di Autostrade per l’Italia, strumento con il quale gli utenti possono ottenere un rimborso del pedaggio.

Lo strumento in pratica consiste nella possibilità data agli utenti di Autostrade, di chiedere ed ottenere un rimborso qualora, durante il tragitto autostradale, vengono bloccati in coda a causa di un cantiere per esempio.

In pratica, si tratta di un rimborso per il disagio subito e per il ritardo accumulato durante la percorrenza.

Cashback Autostrade per l’Italia, non tutti i ritardi sono utili

Lo strumento che è del tutto evidente, come sia favorevole agli automobilisti, prevede una procedura piuttosto agevole da effettuare per richiedere ed ottenere il rimborso.

Si potrà fare tutto tramite una classica applicazione per smartphone, la “Free To X”.

L’App è già disponibile sia per gli smartphone con sistema operativo Android che per quelli di Apple. Al momento la struttura dello strumento è sperimentale.

Infatti dopo una prima fase di verifica circa il funzionamento, avvenuta in estate, adesso si passa all’estensione a tutti gli utenti.

La fase di sperimentazione durerà fino alla fine del 2021, e sarà disponibile per tutti gli interessati, a prescindere dalla modalità di pagamento del pedaggio.

Come si quantificherà il ritardo

Naturalmente il Cashback opererà solo nei tratti dove ufficialmente sono aperti i cantieri che riducono per esempio, il numero di corsie disponibili. Per evitare richieste di rimborso a macchia d’olio, è naturale che vengano previsti dei limiti.

In effetti si deve quantificare il ritardo subito dall’automobilista a causa del cantiere. E non c’è altra soluzione che basarsi sulla velocità di percorrenza.

I limiti previsti sono pari a 100 Km/h per auto e veicoli leggeri in genere, mentre scende a 70 Km/h per i mezzi pesanti.

I rimborsi previsti vanno da un minimo del 25% ad un massimo del 100% rispetto al pedaggio autostradale pagato.

Parametri fondamentali del calcolo quindi, diventano anche la lunghezza del tratto autostradale percorso (dal casello di ingresso a quello di uscita) e la durata effettiva del viaggio.

Come avviene il rimborso per il pedaggio autostradale

Va rimarcato ancora che il Cashback funzionerà solo per i tratti interessati da operazioni strettamente legate alla rete autostradale.

In pratica, i ritardi devono essere causati da attività di Autostrade per l’Italia o da altri concessionari che gestiscono il tratto. Nessun Cashback potrà essere richiesto per eventi diversi come un incidente, il traffico elevato, manifestazioni di sciopero o eventi atmosferici.

Per gli utenti Telepass tutto avverrà in automatico, perché inserendo i riferimenti del dispositivo la procedura di rimborso partirà in automatico.

Per chi invece utilizza i caselli normali, con pagamento in contanti o con carta, bisognerà inviare, tramite l’App prima citata, la foto della ricevuta di pagamento del pedaggio, quella che si prende al casello di uscita dall’autostrada.