Ok al decreto del Super Green Pass: obbligo per tutti i lavoratori, baristi, ristoratori, badanti, le novità

Come previsto il governo ha varato il nuovo Green Pass esteso, e l’Italia diventa il primo Paese dove per lavorare serve il certificato verde a 360 gradi.

Green Pass

Non esisteranno più lavoratori senza Green Pass, perché immediatamente sospesi. Questo ciò che ha licenziato il governo italiano che ha esteso, come largamente previsto, l’utilizzo del Green Pass a tutte le categorie di lavoratori.

Per entrare nel posto di lavoro, i fabbrica come in un mezzo di trasporto pubblico, i u ristorante piuttosto che in un bar, oppure per fare la Colf o la badante, il Green Pass è l’unico documento che serve.

Finisce la lunga querelle su come, dove e quando mettere l’obbligo del Green Pass (non obbligo vaccinale, anche se grosso modo è la stessa cosa). L’Italia diventa il primo ed unico Paese al Mondo ad adottare questa situazione radicale.

Ma cosa hanno deciso in Consiglio dei Ministri e cosa c’è scritto nel decreto che il governo di fatto oggi ha licenziato favorevolmente? L’estensione del Green Pass è solo una delle tante novità che sono state introdotte.

Sconfitti i sindacati e pure una parte della Lega, Draghi, il PD e chi spingeva per il Super Green Pass ha vinto

C’è la pandemia, che è una cosa seria che ha mietuto tantissime vittime. Quindi parlare di vincitori e sconfitti per il decreto sul Green Pass è una cosa che può sembrare fuori luogo.

Per dovere di cronaca però, occorre sottolineare che con il via libera del Cdm, al Green Pass obbligatorio per tutti i lavoratori, le istanze della Lega che chiedevano meno drasticità (una parte della Lega, perché alla fine il Carroccio si è allineato con il governo), e quelle dei sindacati che chiedevano quanto meno di dare una alternativa ai lavoratori che non volevano vaccinarsi (il tampone gratuito per esempio), sono andate per aria, bocciate su tutta la linea.

Sconfitti Salvini, i leghisti e i sindacati, questo fuori dubbio. Chi riponeva speranze di un ritocco a quanto da giorni il Premier Draghi, il segretario del PD Letta ed altri volti noti di governo e Maggioranza andavano dicendo, resta quindi deluso.

Nessuna alternativa al vaccino

Nessuna alternativa al Green Pass, nessun lavoratore potrà restare al posto di lavoro senza il certificato verde. Immediatamente sospeso, senza stipendio, oppure, se trovato in flagrante a lavorare, pesantemente multato.

E da una veloce analisi, nessuna alternativa seria al vaccino, che non è obbligatorio, perché il governo non vuole assumersi alcuna responsabilità, scaricandola sui cittadini che devono dirsi volontari a vaccinarsi quando invece molti lo faranno solo per portare il pane a casa.

Alternative al vaccino non ce ne sono. I tamponi restano a pagamento, ed anche se nel decreto si è deciso di calmierare i prezzi, occorrerà farne uno ogni due giorni, cioè 3 a settimana per chi lavora anche il sabato. Costeranno per gli adulti, 15 euro l’uno, cioè 45 euro a settimana di spesa in più, 200 euro al mese, circa 2.400 euro all’anno, se il Green Pass resterà attivo a lungo (ed alzi la mano chi crede che con 90% degli italiani con la seconda dose, non penseranno di lasciarlo attivo per una terza o quarta dose).

Cosa hanno scritto nel decreto del Super Green Pass

Sospensione dal lavoro e senza stipendio per chi non si adegua al Green Pass, ovvero per chi non si vaccina o per chi no si fa tamponi a ripetizione (i guariti dal Covid lo hanno comunque, ma molti di loro sono stati vaccinati già perché a corto di difese immunitarie).

E se si trasgrediscono le regole, cioè se si viene colti a lavorare nonostante l’assenza del Green Pass, sanzioni da 600 a 1500 euro, per chi è privo del super certificato verde e per chi deve controllare.

Il testo del decreto, piuttosto breve, è composto da 8 articoli. La prima cosa che balza agli occhi, l’estensione del Green Pass a tutti i lavoratori, del pubblico e del privato. Tutti, nessuno escluso, nemmeno chi svolge attività di volontariato, le partite Iva, i baby sitter, le colf e le badanti. Il decreto decorre dal 15 ottobre e sarà valido fino a fine anno (almeno come è stato scritto).

Tamponi gratis solo per chi non può fare il vaccino per via di gravi patologie, ma fino ad esaurimento risorse, perché si va ad istituire un fondo ad hoc per finanziare questa iniziativa “virtuosa” da parte del governo.

Tempi celeri per ricevere il Green Pass dopo il vaccino. Evidentemente fa subito effetto a livello di protezione, perché dai 15 giorni dopo la prima dose si passa all’immediatezza assoluta, un minuto dopo la prima somministrazione. In pratica, alle 16:00 fai il vaccino, un minuto dopo sei autorizzato ad andare a lavorare con il Green Pass in mano.

Tolleranza zero sui lavoratori

Qualsiasi lavoratore, in qualsiasi settore egli lavora, verranno sospesi se trovati senza certificato. E la sospensione sarà senza stipendio nel settore privato fin dal primo giorno. Nel pubblico impiego la sospensione dello stipendio scatta dal quinto giorno di assenza ingiustificata. Le sanzioni vanno da 600 a 1.500 euro.

La magnanimità del governo però ha salvaguardato i lavoratori senza Green Pass dal rischio licenziamento. Infatti non si perderà il posto di lavoro, che verrà conservato dal lavoratore sospeso perché non vaccinato o senza certificato verde.

Come detto, prezzi calmierati per i tamponi, con l’obbligo per le farmacie di adeguarsi al prezzo di 8 euro per i minorenni e di 15 euro per i maggiorenni. Se le farmacie non si adeguano, 30 giorni di chiusura come sanzione.

Obbligo di Green Pass anche per i soggetti titolari di cariche elettive o di cariche istituzionali di vertice, come i sindaci, i consiglieri, i governatori. Solo alle Camere no, perché sul Parlamento il governo non ha potere. Green Pass necessario quindi per tutti, anche peri ristoratori, sia dipendenti che titolari delle attività. Stesso discorso anche per titolari e dipendenti di palestre, piscine, conducenti e personale dei mezzi di trasporto a lunga percorrenza