Bollette luce con Canone Rai, per quanto vanno conservate?

Le bollette luce con Canone Rai servono ad attestare l’effettivo pagamento, in caso di contestazioni. Ecco per quanto vanno conservate.

Canone rai

Carta canta. Per dimostrare, in maniera incontrovertibile, di aver provveduto al pagamento del canone Rai bisogna conservare le relative bollette luce. Il documento ha quel che si dice carattere probatorio. Negli ultimi anni il sistema burocratico italiano, fortemente oggetto di critiche in passato, ha compiuto dei significativi progressi. In particolare, gli enti amministrativi hanno segnalato evidenti passi in avanti per quanto riguarda il pagamento delle imposte e tasse. Ormai, grazie a una consistente opera di digitalizzazione, la maggior parte delle prestazioni avvengono online.

In ogni caso, a prescindere dalla natura del pagamento (se cartaceo oppure online), occorre necessariamente conservare la ricevuta del versamento per sincerare, laddove riceviate dei controlli, di avere la posizione perfettamente in regola nei confronti dell’Agenzia delle Entrate. Di conseguenza, siete obbligati ad archiviare tale documentazione. Che magari non vi verrà mai chiesta, ma che è senza dubbio prezioso tenere con sé. Perché nessuno legge il futuro e conviene sempre prevenire eventuali disagi.

Un discorso a parte vale per il canone Rai, il quale, come risaputo, è attualmente pagato mediante addebito diretto nella fattura di fornitura dell’energia elettrica. La decisione delle autorità è relativamente recente e mira, ovviamente, a dissuadere ed eventualmente punire i furbetti, incuranti di adempiere all’onere. Ma dopo quanto tempo è possibile sbarazzarsi della vecchia bolletta pagata?

Canone Rai: i documenti da inviare per evitare l’addebito diretto in bolletta

Dal 2016 le modalità pagamento canone Rai sono sensibilmente cambiate. Ormai non lo si esegue più tramite bottino di conto corrente postale. Difatti, oggi è direttamente addebitato nella bolletta della luce. Proprio dal 2016 vige la cosiddetta presunzione, secondo cui chi è intestatario di un contratto per l’erogazione di energia residenziale abbia pure un apparecchio televisivo. E allora, poiché il canone consiste in una tassa sul “possesso” dell’apparecchio, tocca procedere alla corresponsione della quota.

L’addebito è stabilito in quote bimestrali da 18 euro l’una, per complessivi 90 euro annui. L’unica via per evitare l’addebito è quella di dichiarare al Fisco che, malgrado siate intestatari di un contratto di fornitura di energia elettrica, non avete nessun apparecchio televisivo in famiglia. La domanda va avanzata, inviando all’erario la dichiarazione sostitutiva di non detenzione.

Lo abbiamo detto e ci ripetiamo, affinché il messaggio passi. Il bisogno di conservare i documenti (dichiarazione redditi, bollette luce, acqua, gas, …) è utile ad acclarare, nell’ipotesi di eventuali controlli o contestazioni, che il pagamento è stato regolarmente eseguito alle scadenze prestabilite. In un certo senso, rappresenta la vostra ancora di salvezza.

Alla pari delle altre utenze, pure le bollette luce vanno conservate per 5 anni dalle relative date di scadenza. Insomma, per attestare il pagamento canone Rai, è fondamentale tenere tutte le bollette della luce saldate e contenenti l’addebito della tassa per 5 anni dalla scadenza.