Sgravio contributivo per il settore del turismo e del commercio, si parte

Arrivano i chiarimenti dell’Inps per una misura importante in aiuto delle aziende colpite dalla crisi.

 

La misura che prevede lo sgravio contributivo per le aziende del settore turismo e per quelle del settore commercio sta per entrare in funzione.

Prevista dal decreto n° 73 del 2021 (decreto Sostegni bis), precisamente all’articolo n° 43, la misura è stata oggetto della circolare n° 140 del 2021.

Una circolare esplicativa che ha seguito il via libera alla misura da parte dell’Unione Europea.

 

Le istruzioni Inps sullo sgravio contributivo

 

Sta per partire ufficialmente lo sgravio contributivo per il settore del turismo e del commercio e l’Inps tramite circolare ha prodotto le prime istruzioni operative. L’Istituto innanzi tutto specifica che il beneficio dello sgravio dei contributi riguarda aziende dei seguenti settori:

  • Turismo;
  • Terme;
  • Commercio;
  • Cultura;
  • Tempo libero.

 

Entra in azione dunque l’esonero dal pagamento dei contributi per i datori di lavoro dei settori prima citati, senza dubbio tra quelli maggiormente colpiti dalla crisi del Covid.

Sgravio contributivo, come funziona

 

Lo sgravio introdotto dal decreto Sostegni Bis avrà valenza fino alla fine del 2021. Lo sgravio è aperto ai datori di lavoro a prescindere che rivestano la qualifica di imprenditori. Nella Circolare l’Inps specifica anche quali sono i codici Ateco delle attività per le quali si è deciso di offrire questo benefit.

L’Inps fuga anche eventuali dubbi riguardanti i lavoratori dipendenti delle aziende che avranno la possibilità di non versare i contributi. Infatti si tratta dei versamenti che il datore di lavoro periodicamente effettua per i suoi lavoratori dipendenti. Questi ultimi dallo sgravio non subiranno alcun taglio di aliquota di computo che di fatto resta invariata. Nessun rischio, come qualcuno paventava, di tagli alle pensioni futuri per questi lavoratori.

L’esonero termina il 31 dicembre 2021, ma parte dal 26 maggio scorso. Nello specifico la decontribuzione vale  quella non versata in relazione al doppio delle ore della cassa integrazione nei mesi di gennaio, febbraio e marzo 2021. Solo i contributi Inail saranno ancora dovuti perché non rientrano nell’agevolazione.

Per godere del beneficio, i datori di lavoro non devono effettuare procedure di licenziamento fino al 31 dicembre 2021. Sempre i datori di lavoro, per poter beneficiare della decontribuzione, devono avere il Durc a posto, nel senso che devono essere in regola con i versamenti alla data di richiesta dello sgravio.