Truffa PostePay con addebiti non autorizzati, quando si può chiedere il rimborso?

Proseguono le segnalazioni di utenti vittima della Truffa PostePay, con addebiti non autorizzati. Ecco quando si può chiedere il rimborso.

PostePay

La truffa PostePay ha già fatto parecchie vittime. Ovviamente, la pratica fraudolente non ha nulla a che vedere direttamente con i gestori del servizio, bensì la responsabilità è da attribuire unicamente a terze parti. Comunque sia, un forte disagio permane: tanto sui social quanto sulle recensioni dell’app della carta prepagata di Poste Italiane fioccano segnalazioni. Commenti di persone infuriate che parlano persino di interi conti prosciugati, dopo una serie di microtransazioni, puntando il dito contro la “vulnerabilità” di Poste. Qualcuno racconta di avere bloccato la carta per far fronte al problema e di avere avanzato domanda affinché gli venga rimborsato ciò che, in maniera illecita, gli è stato sottratto.

Truffa PostePay: la dinamica è sempre la stessa

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Al momento resta oscuro il metodo adottato per effettuare tali operazioni, ma parecchi titolari della carta esprimono preoccupazione. La dinamica descritta dai soggetti raggirati è invariata: attraverso una serie di piccoli movimenti di denaro, del valore di circa 4 euro, il saldo si è ridotto e in talune circostanze azzerato. Per esempio, un utente spiega di aver attivato a fine agosto una carta PostePay collegandola all’app, e con tutte le accortezze consigliate dagli esperti informatici. Eppure, ciò non gli ha impedito di andare incontro a una situazione assai poco piacevole. A sua insaputa (aveva il telefono spento) hanno fatto acquisti prelevando consecutivamente 4,43 euro per 5 volte.

Purtroppo, il caso è tutto fuorché isolato. Difatti, altre persone hanno ravvisato la perdita di somme, e ben più elevate: una persona su Twitter ha raccontato di aver perso 110 euro, dopo 25 transazioni da 4,32 euro l’una e 24 da 0,05 per pagamenti a Google Play. Il suggerimento è identico: chi ha PostePay è bene controlli l’app, onde evitare di accorgersene a scoppio ritardato, con le ovvie conseguenze in termini dei tempi di attesa del rimborso.

Le testimonianze sui social

Nel frattempo, c’è chi ha creato una pagina dedicata su Facebook per condividere le storie di questi addebiti non voluti e chi ha affermato di avere contattato direttamente Poste Italiane per ricevere una spiegazione. A quanto pare – scrive un internauta -, dagli Stati Uniti avrebbero usato la sua carta per acquisti tramite Google Play.

Fino a qualche giorno prima c’erano riusciti, poi gli addetti di Poste Italiane si sono resi conto della pratica fraudolenta e hanno messo in atto procedure di blocco pagamento. Intanto, dei 100 euro gliene hanno lasciati circa 34. Nella sua testimonianza, il truffato ha evidenziato di non aver mai impiegato la carta su Internet né inserito codici in computer o telefono. Anzi, la carta era ancora chiusa nella busta sigillata.

L’avviso di PostePay

Mentre i sottoscrittori della carta contribuiscono a diffondere l’avviso di allerta sulla truffa PostePay, il portale di Poste Italiane ha pubblicato un banner, dove mette in guardia la clientela. Attualmente sta avendo luogo un anomalo incremento delle frodi – si legge – inerenti a pagamenti di modesto importo sui siti e-commerce che vanno a riguardare le carte dei maggiori operatori, tra cui PostePay. Stando alle comunicazioni, le attività di prevenzione e monitoraggio hanno rimarcato una concentrazione di tale forma di truffe su esercenti che prestano servizio fuori dal Vecchio Continente e non adottano lo standard di autentificazione stabilito dalla normativa europea sui sistemi di pagamento.

Insomma, alla luce delle recenti segnalazioni è opportuno verificare i movimenti della propria carta PostePay, per accertarsi di non avere subito ammanchi. Laddove si notino addebiti non autorizzati, si invita a informare tempestivamente Poste Italiane, scaricando e compilando il modulo di contestazione addebito reperibile online. Dalle ultime segnalazioni, emerge che il fenomeno non si limiterebbe alle carte PostePay, bensì avrebbe finito per ampliarsi ad altre tipologie di carta prepagata emesse da banche e differenti istituti di credito.

 

 

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